Hokkaido milk bread

Desideravo preparare l’Hokkaido milk bread da tanto tempo, e non so dire perchè non l’abbia fatto prima … è veramente buonissimo, proprio come dicono tutti: rimane morbido diversi giorni e la sua sofficità è speciale, con questa texture un po’ filante e il sapore appena appena dolce 🙂

Ho fatto alcune ricette su Internet perchè volevo capire l’origine del nome, così ho scoperto che è conosciuto anche come Japanese milky loaf, Asian milk bread, Shokupan e Pai bao ed alcuni dicono sia di origine giapponese, altri cinese 🙂 Il nome Hokkaido non si riferisce al pane, ma al latte usato per prepararlo, appunto l’Hokkaido milk 😎 E’ molto diffuso in Asia e la sua particolarità è proprio l’uso del metodo Tang Zhong (o water roux) per prepararlo: in pratica si usa circa metà del liquido e un decimo della farina per preparare un roux iniziale, gelatinoso, che, una volta raffreddato, va aggiunto all’impasto e dona appunto la texture di cui parlavo prima 🙂

Per preparare il mio Hokkaido milk bread ho scelto la ricetta di Marilisa Shirley, la potete trovare anche sul suo sito www.madamegateau.it 🙂

E’ una ricetta semplice, e nel giro di una giornata al massimo avrete il vostro Hokkaido milk bread in tavola! Le mie variazioni al quantitativo di ingredienti sono state minime, dettate soprattutto da quello che avevo in casa 🙂 Ecco quindi la ricetta!

Ingredienti

Per il roux:

  • 125 gr latte
  • 25 gr di farina Manitoba

Per l’impasto:

  • il water roux
  • 350 gr farina Manitoba
  • 18 gr lievito di birra fresco
  • 125 gr latte intero appena tiepido
  • un uovo grande
  • 50 gr zucchero
  • 50 gr burro morbido
  • un pizzico di sale

Procedimento

Preparate il roux mettendo la farina e il latte in un pentolino, e mescolando con una frusta. Cuocete sul fuoco basso sempre mescolando con la frusta, fino ad arrivare ad una temperatura di 65° C, poi versatelo in una tazza, coprite con la pellicola e lasciate raffreddare (io l’ho messo in frigo per fare prima).

Preparate l’impasto mettendo nella planetaria con il gancio la farina, il lievito di birra, il roux freddo, lo zucchero, l’uovo e quasi tutto il latte, fate partire la planetaria e aggiungete a filo il restante latte, facendo incordare bene l’impasto. Aggiungete il pizzico di sale e continuate a lavorare. Aggiungete il burro in due volte, fate assorbire bene la prima volta prima di aggiungere la seconda parte. Lavorate alternando le velocità, per far sviluppare la maglia glutinica, dovete ottenere un impasto elastico ed omogeneo. Alla fine rovesciate sul piano di lavoro e, con le mani unte, date all’impasto una forma a palla, poi mettetelo a riposare in una ciotola unta d’olio, coprite con la pellicola e lasciate in luogo tiepido e tranquillo fino al raddoppio (io in forno con la lucina accesa).

Riprendete l’impasto, sgonfiatelo appena e dividetelo in tre parti. Stendete ogni parte con le mani, poi arrotolatela formando un salsicciotto, stendetela nuovamente e arrotolatela nuovamente dal lato corto, fate così con ogni parte. Mettete i tre salsicciotti così ottenuti in uno stampo da plumcake imburrato, coprite con pellicola trasparente e fate lievitare nuovamente fino al raddoppio in luogo tiepido e tranquillo (io sempre nel forno con la luce accesa).

Alla fine spennellate con latte e cuocete in forno caldo a 180°C per circa 30-35 minuti. Dopo 20 minuti io ho coperto con carta di alluminio per non fare scurire troppo la parte superiore.

Fate raffreddare su una gratella alcuni minuti prima di assaggiare! Se tenuto in sacchetti di plastica o in contenitori ermetici, si conserva morbido per diversi giorni, e potete anche congelarlo. 

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